Innovare insieme nel Club DTI

  • 17.11.2025
  • 7 min
Andrea Cherubini si racconta e condivide la nascita di una community che unisce tecnologia e persone.

Una figura chiave nella rete SUPSIAlumni, Andrea Cherubini ha attraversato il mondo dell’IT con passione e visione. In questa intervista racconta il suo percorso, il valore della formazione continua e la nascita del Club Dipartimento Tecnologie Innovative (DTI), pensato per rafforzare il legame tra ex studenti e il mondo professionale. Un confronto aperto tra esperienza, futuro e voglia di creare valore attraverso la condivisione.


Andrea, raccontami di te: chi sei e come sei arrivato al mondo dell’IT?
Andrea Cherubini: Sono nato in Italia e vivo in Svizzera da oltre vent’anni. La mia formazione superiore è in elettronica e telecomunicazioni, ma con lo spostamento massiccio della produzione in Asia e l’avvento dell’informatica, la transizione è stata lineare e naturale, dato che l’elettronica è alla base dell’hardware e del software. Così ho iniziato a lavorare nell’IT, toccando un po’ tutti gli ambiti: hardware, software, dati e la dimensione manageriale. Oggi lavoro in UBS e seguo lo sviluppo interno di soluzioni software, assicurando che siano in primis conformi alle normative e ai requisiti di sicurezza operativa.

Hai dedicato la tua carriera all’IT e hai conseguito un master in IT Management alla SUPSI. Cosa ti ha dato questa formazione, sia a livello tecnico che umano?
Per me il master in IT Management è stato un punto di svolta. Mi ha dato credibilità nel contesto svizzero, grazie alla struttura a crediti riconosciuta dalle aziende, e mi ha permesso di assumere ruoli di crescente responsabilità, in ambiti come il project management e la gestione di dipartimenti IT. Sul piano umano è stato altrettanto importante, con lo sviluppo di competenze di comunicazione e di public speaking, la mia passione per la docenza è stata una conseguenza.

In quali contesti insegni e cosa ti motiva a trasmettere le tue conoscenze agli altri?
Insegno da circa dieci anni in scuole cantonali e in accademie private certificate per il rilascio di diplomi federali. Lo faccio perché credo nel valore di restituire ciò che ho imparato e nel trasformare l’esperienza pratica in metodo. Mi piace aiutare gli studenti a collegare teoria e realtà aziendale, preparando professionisti pronti ad affrontare le sfide del mondo del lavoro.

Anche all’interno di SUPSIAlumni ti impegni a valorizzare la condivisione e il networking, di recente con la creazione del Club DTI. Qual è la visione che guida questo nuovo club?
Il Dipartimento Tecnologie Innovative non aveva ancora un club dedicato, a differenza di altri settori. Abbiamo voluto colmare questo gap creando uno spazio per gli ex studenti che desiderano mantenere un legame con la SUPSI e tra di loro. Il club è trasversale e riunisce persone con percorsi diversi per condividere esperienze e opportunità nel mondo della tecnologia.

Che tipo di attività vorreste promuovere attraverso il Club DTI per rafforzare il legame tra alumni e mondo professionale?
Pensiamo a eventi tematici, come tavole rotonde su argomenti di attualità tecnologica, per stimolare il confronto e la crescita professionale, e ad attività ricreative, come visite a luoghi di interesse tecnico o culturale, che favoriscono il networking in un contesto informale. L’obiettivo è creare occasioni di incontro che vadano oltre il semplice scambio di contatti, generando valore.

Un tema centrale per la formazione è l’intelligenza artificiale. In che modo pensi che SUPSI e le altre scuole universitarie professionali possano affrontarlo efficacemente?
Credo che la SUPSI stia lavorando bene in questa direzione. La sua forza è l’approccio pratico, molto orientato al mondo del lavoro. L’intelligenza artificiale va spiegata attraverso esempi concreti, che mostrino come può essere applicata in modo utile e responsabile nella vita di tutti i giorni. Non serve un approccio puramente teorico. Servono piuttosto competenze operative, integrate con solide basi su dati, sicurezza e processi.

La rete SUPSIAlumni invece, come può usare l’intelligenza artificiale per creare valore concreto per i suoi membri?
Stiamo sperimentando strumenti diversi all’interno dell’associazione per ottimizzare la gestione dei contenuti e dei documenti. In prospettiva, l’intelligenza artificiale potrebbe aiutarci a mappare le competenze degli alumni, facilitare il matching tra profili e rendere il networking ancora più mirato. L’obiettivo per noi è risparmiare tempo prezioso per dedicarlo ad attività strategiche e di valore aggiunto.

Guardando al tuo percorso, c’è stato un momento chiave che ha rafforzato la tua direzione professionale?
Non c’è stato un unico momento, ma sicuramente il public speaking è stato un punto di svolta. Mi ha fatto scoprire la passione per la condivisione del sapere e mi ha aperto la strada alla docenza. Da lì ho capito che insegnare non è solo trasmettere nozioni, ma creare connessioni e stimolare curiosità.

Per chi invece è ancora alle prime armi e sogna una carriera nell’IT, che consiglio daresti?
Prima di tutto, bisogna investire nella formazione. Il sistema svizzero offre percorsi molto pratici, dai CAS ai MAS, che permettono di specializzarsi in settori strategici come l’intelligenza artificiale. Poi serve sperimentare: non avere paura di provare, anche attraverso progetti personali o start-up. Non tutti avranno successo, ma è un’esperienza che forma e crea connessioni. E soprattutto, avere fame di conoscenza e dimostrare resilienza.
Visto che il mondo IT cambia continuamente, bisogna sapersi riqualificare e cogliere i segnali, anche deboli, del mercato.

Il networking è fondamentale per capire il mercato e trovare occasioni concrete.

Che ruolo gioca il networking nell’aiutare chi è agli inizi a trovare opportunità?
Il networking è fondamentale per capire dove sta andando il mercato e per trovare occasioni concrete. Parlare con chi lavora già nel settore aiuta a orientarsi e a scoprire opportunità che non si trovano online. È un modo per costruire relazioni che, nel tempo, possono anche trasformarsi in collaborazioni o offerte di lavoro.

C’è qualcosa che ti aiuta a mantenere l’equilibrio tra il lavoro e i tuoi altri impegni?
Lo sport. Pratico padel, uno sport di squadra che mi aiuta a ricaricare le energie. Richiede molta costanza e collaborazione, un po’ come nel lavoro: spinge a migliorare e a non mollare. E poi, naturalmente, dedico il mio tempo libero alla famiglia.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi?
Il mio obiettivo è crescere ancora, sia nel ruolo professionale che nell’ambito dell’insegnamento. Sono una persona molto attiva che ha ancora tanta voglia di crescere.

 

Questo articolo è uscito come prima pubblicazione sul numero di novembre 2025 della rivista INLINE.

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